Film

“NIENT’ ALTRO CHE NOI”

Il film “Nient’ altro che noi” del regista Angelo Antonucci è il primo film italiano che tratta il tema del bullismo nelle scuole, un tema di attualità messo in luce soprattutto nell’ untimo periodo. “Nient’ altro che noi” è infatti un film ispirato ad una storia vera: gli episodi di bullismo in cui vengono coinvolti soprattutto i giovanissimi sono purtroppo una realtà, e per il regista Angelo Antonucci non è stato difficile reperire ricerche, studi e cronache sulla tematica del bullismo nelle scuole.
Attraverso il diario del personaggio di Sara (interpretata nel film da Annica Rodolico), nel film “Nient’ altro che noi” vengono raccontati i ricordi e gli eventi di Sara e dei compagni di classe dell’ ultimo anno di liceo. Il diario di Sara è un blog su internet, come nella tendenza attuale degli adolescenti. Nella trama del film,
l’ ultimo arrivato viene subito preso di mira dal bullo della classe. Oltre a rappresentare i fenomeni di bullismo nelle scuole, il film “Nient’ altro che noi” mette in evidenza anche i difficili rapporti con i genitori ma non manca uno sguardo alla possibilità di arrivare ad una migliore comprensione reciproca tra genitori e figli.

 

 

“Fuoco e fumo”

Analisi del fenomeno del bullismo in una sua classica manifestazione, quella scolastica. Storia di due gruppi di ragazzi, uno senza riferimenti sociali ed aggressivo fino alla violenza e l’altro che, pur sottoposto ad una serie di vessazioni, cerca di reagire civilmente sperando in una durata limitata di quel comportamento.

“Il titolo Fuoco e fumo nasce da una frase di Disraeli in cui si afferma che ‘il coraggio è fuoco e il bullismo è fumo’: a questa frase è direttamente collegata un’altra di T. Merton in cui si dice che ‘è il fuoco che ci riscalda e non il suo fumo’. Nel corso del film le negatività del bullismo vengono messe in risalto in tutti i modi e con intensità crescente, insistendo volutamente sul ripugnante comportamento dei bulli e sulla loro assoluta nullità umana e mentale”.

 

 

Un bacio 

Un bacio (2016) è  tratto dall’omonimo di libro di Ivan Cotroneo. E’ un film sul bullismoomofobia, ricerca di se stessi e della felicità. Lorenzo, Blu e Antonio sono simili: sedicenni che frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est. E tutti e tre, anche se per motivi differenti, sono esclusi dagli altri.

 

 

 

La forma della voce

È tratto dal manga La forma della voce (Koe no Katachi) di Yoshitoki Oima (pubblicato in Italia da Star Comics) l’omonimo film che racconta con tatto e delicatezza le difficoltà di Shoko Nishimiya, una ragazzina non udente, vittima del bullismo del suo compagno Shoya. Il film, che sarà in sala il 24 e 25 ottobre distribuito da Nexo, è scritto da Reiko Yoshida (già sceneggiatrice di La ricompensa del gatto prodotto dallo Studio Ghibli) e diretto da una delle rare registe giapponesi, Naoko Yamada, presso lo studio Kyoto Animation, uno dei più quotati nel panorama dell’animazione nipponica.

Shoya Ishida è un bulletto delle elementari amante delle bravate. Quando nella sua classe viene trasferita Shoko Nishimiya, una bambina non udente, Shoya, incapace di capire come relazionarsi con lei, che comunica solo scrivendo su un blocco, la rende oggetto di una serie di molestie e atti di bullismo che finiranno col coinvolgere quasi tutta a classe. Ma quando queste angherie superano il limite, attirando l’attenzione degli adulti, Shoya si ritrova precipitato dal ruolo di leader a quello di capro espiatorio, assumendo per la prima volta nella sua vita il ruolo di vittima designata. Shoko è costretta a cambiare scuola, ma da quel momento Shoya inizierà a guardare il mondo con occhi diversi.