I nostri lavori

Un giorno di settembre

Un giorno di settembre, nella Scuola Secondaria di 1°Grado, il professore portò le verifiche svolte in classe qualche giorno prima. Una ragazza che era stata sempre attenta alle spiegazioni, ebbe un brutto voto. La bulla della classe la prese in giro dicendole: “Ehi tu! Lo sai che sei una secchiona! Non ti vergogni di aver preso un brutto voto! Qua non ti vuole nessuno quindi te ne devi andare… vattene!”
La ragazza si sentì offesa e se ne andò a piangere in un angolo. Le amiche la videro, si avvicinarono e la consolarono.Una di loro le disse :”Tranquilla, non piangere, il bullismo può essere sconfitto!”L’altra continuò dicendo:”Confermo in pieno! E’ facile prendersela con i piu’ deboli!” Un’altra ancora:”Devi credere in te stessa e ricorda che l’unica forza del bullo è la sua prepotenza. E’ una persona ingorga e la sua mente è vuota!!! Così la ragazza si rincuorò e ringraziò le sue amiche per il loro aiuto. Ma ad un tratto arrivò la bulla e le disse: “Ehi tu! Non ti avevo detto di andare via da qui? La ragazza non  curandosi di quelle parole, assieme alle amiche rispose:” By!By!” La bulla se ne andò sbuffando e dicendo:”Non finisce qui!” Contenta la ragazza disse alle altre: “Grazie amiche mie, andiamo non voglio perdere la lezione di chimica!”Fortunata Tripodi, Chiara Malara, Alessandra Siviglia, Marialuisa Bagnato e Lucia Zampaglione (2C)

 

 

Ricordi di scuola

Oggi 7 febbraio 2017 ricorre la prima manifestazione contro il bullismo. In questo giorno il nostro pensiero va a tutte quelle persone che quotidianamente, subiscono la violenza dai prepotenti. Fortunatamente noi non siamo state nè vittime nè bulli, ma abbiamo assistito a diverse scene di bullismo. Oggi ne vogliamo raccontare una. Una mattina arrivò alla scuola primaria una nuova bambina: era spaesata, non conversava e stava sempre sola in un angolo. Ci dispiaceva tantissimo per lei. Veniva presa in giro perchè era straniera, veniva picchiata, le rompevano il materiale scolastico e le rubavano la merenda. Ogni giorno compivano vari atti di violenza su di lei. Era una cosa inaccettabile! Noi pensiamo che ognuno è speciale per quello che è! Un giorno non potendo più sopportare questi comportamenti incivili, ne parlammo con gli insegnanti, dato che lei non ne aveva il coraggio. Gli insegnanti sconvolti da questo fatto che andava avanti da mesi, sospesero tutta la classe. Eravamo fiere di noi stesse ed anche le maestre lo erano di noi. Dopo questo episodio non accaddero più questi atti di bullismo. La ragazzina felice ci  ringraziò. Da allora diventammo amiche e, ancora oggi, ci teniamo in contatto e ogni tanto ci incontriamo.

Federica Malacrinò, Melissa Crea, Gloria Polcaro, Gaia Alfannoti, Giorgia Zema e Estelle Foti ( Classe 2C)

 

 

L’incubo di Antonio

Qualche tempo fa a scuola c’era un ragazzo di nome Antonio, molto studioso. Un giorno per strada Antonio incontrò alcuni ragazzi che hanno cominciarono a prenderlo in giro. Spaventato e turbato dall’accaduto, non disse niente ai suoi genitori. Ogni giorno continuavano a succedere questi atti di bullismo, fino a quando la madre non si accorse di un bernoccolo in testa e si insospettì. Il ragazzo le disse che si era fatto male inciampando e cadendo a scuola. Un giorno, però stanco delle prepotenze subite, tornò a casa piangendo e sua madre decise immediatamente di chiamare i carabinieri, i quali entrarono subito in azione. Il giorno dopo, mentre Antonio andava a scuola, lo seguirono e intervennero prontamente nel vedere alcuni ragazzi che si avvicinarono, con aria minacciosa, alla loro vittima. Per Antonio fu la fine di un incubo, dopo giorni e giorni di paura, mentre per i bulli si aprirono le porte del carcere minorile.